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Il Burlùs, uno dei più noti borghi del centro storico di Spilimbergo, sorse verso la metà del Trecento nel grande prato che stava oltre il secondo girone delle mura. E da questo prato prese nome.
Burlùs infatti è la metatasi di Brulùs, da Broilùs, diminutivo di Broili, attestato in tutto il Friuli nel significato di prato, orto, giardino, podere con viti, alberi e ortaggi vicino all'abitato.
Il broili altro non è che un beàrz (long. bi-gards) più coltivato e più curato. Deriva dal gallico brogilos (REW 1324) ed è voce presente, con lo stesso significato, anche in italiano con brolo e broletto.
Nella toponomastica cittadina ufficiale il nome risulta storpiato in Borgolucido, adattamento dotto del secolo scorso, mentre con Burlùs (o Borlùs) non c'entrano il "borgo" e tantomeno il "lucido".
Rovistando nel bazar del tempo e della memoria, Luciano Gorgazzin racconta, con coinvolgente affetto, del Burlùs, di Spilimbergo, del Tagliamento: persone e momenti, beni "di umanità" e "di comunità". Con nostalgia di futuro.
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